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IL TEMPOSe mi chiedi cos'è non sto a pensarci: l'ho visto scivolare sulla pelle, su tutti i fiori ormai sfioriti e marci nel grande girotondo delle stelle o nel fruscio di qualche vecchio disco, ma se ti aspetti una definizione non so più cosa dirti e preferisco pensar che sia soltanto un'invenzione. COSMOLOGIAHo più neuroni chiusi nella testa di quante stelle stian nell'universo e questo ha dimostrato l'importanza di un certo ruolo che sembrava perso; son lo specchio vivente senza il quale il cosmo non saprebbe d'esser nato, solo si sentirebbe e come tale inutile, meschino e abbandonato. GENESINel nulla spazio e tempo erano insieme, l'infinito dormiva con l'eterno, ma una scintilla fu di tutto il seme e, insieme alla realtà, nacque l'inferno; senza pietà ne separò il destino costringendoli a rendersi evidenti per ritrovarsi e vivere vicino; pianse l'eterno e dal suo tribolare un piccola goccia di quel pianto bastò a creare tutto il nostro mare mentre lo spazio ancor non ha finito di cercare ilsuo amor nell'infinito: a tanto amore e a tanta sofferenza dobbiamo dunque la nostra esistenza!
I PROGENITORISappiamo che la vita quì da noi si basa sul carbonio e i suoi composti, ma potrebbe accadere prima o poi che si possa trovare in altri posti qualche forma di vita differente basata per esempio sul silicio che, come si sa, è tetravalente e godrebbe di qualche beneficio come stabilità e resistenza ma con difficoltà di evoluzione; apparirebbe la nostra esistenza come servita da ...ricognizione per forme superiori di memoria che avevano bisogno che noialtri, da catalizzatori della storia, diventassimo poi talmente scaltri da creare una vita del silicio incominciando dai calcolatori, convinti di cavarne un beneficio, ne moriremo da...progenitri,
depositati prematuramente, effigiati in un masterizzatore, da un nuovo Adamo che, riconoscente, ci adorerà come il suo creatore. BUCHI NERISe dal vuoto in continua agitazione un buco nero ruba un elettrone costringendo in tal modo il suo duale, a sua insaputa, a diventar reale
il buco nero evapora e scompare ma intanto avrà diffuso particelle le quali poi si mettono a rifare, con la stessa energia, tante altre stelle; tra queste le più grandi in avvenire riformeranno scorie e buchi neri e così via senza mai finire; il più remoto dei nostri misteri sta nel barcamenarci fra due ere: da un buco all'altro, questo è il tuo destino; ma ci sia dato almeno di sapere quando ebbe inizio questo rimpiattino! MAMMA STELLADalle stelle è disceso il materiale che i pianeti e la vita ha costruito forse per questo quando guardo il cielo ascolto come un timido vagito lassù brilla il ritratto della mamma la scienza l'ha scoperto solo ieri ma già da sempre c'era nel mio cuore la verità che turba i miei pensieri pensando alla ricchezza della mente al brillar delle idee e alle passioni un pò di sole sta effettivamente bruciando in questi poveri tizzoni. LIMPIDA LUNAM'abbaglia più del sole questa limpida luna e mi guarda con l'aria misteriosa di chi porta fortuna; eppure non sei l'astro onnipotente al cui calore devo la mia vita, tu sei dolce,discreta e sorridente e, quasi a mia insaputa, dipani leggermente la matassa leggera e trasparente del mio tempo perduto. Guardandoti ogni mamma avrà imparato il linguaggio degli angeli, e i poeti devono aver capito dove portare il nido della fantasia al riparo per poco forse ancora dal pianeta impazzito. GIORGIO TANGORRA, nativo di Taranto, si laurea in ingegneria nel 1952 specializzandosi in Fisica Nucleare applicata. Ha pubblicato numerosi articoli tecnico-scientifici su riviste italiane ed estere, partecipando a svariati congressi internazionali.Autore di oltre un centinaio di Brevetti di Invenzione Industriale è stato direttore della ricerca presso una nota multinazionale.Da oltre 50 anni si dedica a studi di Fisica e Cosmologia. Si occupa anche di scultura, musica e poesia.Varie sue poesie sono state pubblicate e recensite (cfr.Antologia di Poeti Contemporanei< All'insegna della nuova poesia>, vol.I, Libro Italiano Editrice Letteraria Internazionale (1995).
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