A ROUND TABLE ON SCIENCE , LETTER AND ART 

NIC'S CORNER

FROM THE STARS TO THE MIND

 

 

 

< A PROTESTANT SWISS COMMANDER-IN-CHIEF AT THE VERY OBSERVANT

CATHOLIC COURT OF THE KINGDOM OF NAPLES AND BOTH SICILY > (*)

  

 

< UN GENERALISSIMO SVIZZ ERO PROTESTANTE ALLA

CATTOLICISSIMA CORTE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE > (*)

 

 

< EIN REFORMIERTER SCHWEIZER KOMMANDANT AM STRENG KATHOLISCHEN

HOF VOM KOENIGREICH BEIDER SIZILIEN > (*)

 

Bruno J.R. Nicolaus   

 

 

Emanuele Burckhardt (francesizzato: Don Emanuele de Bourcard) (1744-1820).

Capitano Generale Napolitano (1815).

Quadro ad olio 1,10 x 0,90 di autore ignoto, inizi XIX secolo.

Collezione Nicolaus, Napoli.

Dato in custodia al < Museo degli Svizzeri nel Mondo >, Castello di Penthes, Pregny-  Ginevra; ivi esposto nella sala 16 D, von Schwarzenbach (www.chateau-de-penthes.ch/musee/les salles).

 

 

Emanuele Burckhardt (1744-1820) nacque a Basilea come primogenito dell’omonimo Emanuele Burckhardt-Linder (1719-1765), Giurista e Tenente al servizio di Luigi XV nel Reggimento Salis-Samaden di stanza a Parigi [1,2,3,5].

Seguendo una vecchia tradizione di famiglia, Emanuele junior iniziò la carriera militare alla giovanissima età di dieci anni (1754) nel reggimento paterno, facendo le sue prime esperienze cruenti durante la <Guerra dei Sette Anni >, quando il suo carissimo zio paterno Johann  moriva al suo fianco in una pozza di sangue. All’età di 15 anni Emanuele diveniva Cadetto e poco dopo Portabandiera (1759). Susseguentemente, continuò il servizio come Capitano ed Istruttore fino al 1787, quando il suo Comandante, Barone von Salis-Marschlins, gli offrì di seguirlo nel Regno di Napoli col grado di Tenente Colonnello e l’ incarico di Istruttore Capo delle truppe Napoletane.

In effetti, Ferdinando IV Re delle Due Sicilie, resosi conto del basso livello del suo esercito, aveva chiesto a Re Luigi XVI di prestargli temporaneamente qualche buon ufficiale in grado di riorganizzarlo. Due anni dopo, da Parigi giungeva ad Emanuele la gradita offerta di rientrare nei vecchi ranghi con una promozione a Maggiore.  Emanuele rifiutò l’offerta per quanto allettante e  decise di restare a Napoli. La decisione di saltare il Rubicone fu sicuramente sofferta eppur saggia ed ebbe risvolti positivi sia per la vita che per la carriera di Emanuele. In questa maniera egli evitò, per esempio, di venir coinvolto nella tragedia della imminente Rivoluzione Francese, durante la quale morì la maggior parte dei soldati Svizzeri al servizio del Re [4,6].

La scelta di restare a Napoli offrì ad Emanuele la grande opportunità della sua vita, dandogli la possibilità di mettere in luce le sue grandi doti come  il talento militare, l’esperienza acquisita a Parigi, il suo eccezionale coraggio, buon senso e spirito di iniziativa.

A quei tempi, la Corte era praticamente dominata dalla cattolicissima Regina Carolina, figlia dell’Imperatrice d’Austria e sorella di Maria Antonietta, mentre sia Emanuele che sua moglie Teresa erano e rimasero protestanti per tutta la vita. Nonostante questa differenza di credo, Emanuele riuscì ad intrattenere ottimi rapporti con la Regina ed altri membri della Corte, la gran parte dei quali apparteneva a vecchie famiglie nobili per natura diffidenti e sospettose, figuriamoci poi di un eretico.Il successo di Emanuele è quindi sicuramente frutto della sua delicatezza e tatto diplomatico: due qualità raramente riscontrabili in un uomo d’armi. Il fatto di essere protestante precluse però la via ad alcune nomine e cariche, come quella a Vicario Generale o Viceré, per le quali si preferì escogitare altre soluzioni più politiche [9,10].

Durante la sua vita, Emanuele compì molte azioni degne di lode, che gli permisero di arrivare fino al massimo grado militare, quello di Comandante in Capo di tutte le truppe del Regno.

Alcune tappe salienti della sua vita napoletana, vengono elencate qui di seguito:

 

1787-Tenente Colonnello, Comandante del Reggimento Vallone-Borgogna;

1788-Colonnello, Comandante del Reggimento Calabria;

1798-Maresciallo di Campo, Conquista di Roma;

1799-Riconquista di Napoli; Riconquista di Roma; nomina a Luogotenente Generale;

1802-Governatore della Sicilia, con pieni poteri civili e militari; Presidente della Corte Marziale;

1809-Sbarco e conquista di Procida ed Ischia;

1815-Nomina a Capitano Generale (massima carica militare);

1819-Conferimento degli ordini cavallereschi: <Ordine di San Gennaro > e < Gran Croce dell’Ordine di San Giorgio della Riunione > ( massimi ordini civili e militari del Regno).

 

Nonostante questa brillante carriera, la figura di Emanuele Burckhardt è poco nota in Svizzera e completamente ignorata dalla storia Italiana. Al riguardo possiamo avanzare alcune ipotesi. Emanuele, invece di rientrare a Basilea in fin di carriera così come era costume nella buona società ed in particolare nella sua famiglia, preferì restare nella sua adorata Sicilia con i figli ed integrarsi in questa splendida terra solare. La francesizzazione del glorioso nome Burckhardt nel melodico francese De Bourcard non potè quindi che favorire il  distacco dalla madrepatria e la progressiva caduta in oblio del personaggio e delle sue prodezze. Per quanto riguarda l’altro aspetto, quello della storia Italiana, si può facilmente immaginare come il disinteresse per Emanuele si accomuni alla denigrazione dei Borbone e di tutto quello che essi hanno fatto, da parte della Casa Savoia e del Regime fascista, come da parte dei politici e storici ad essi sottomessi.

Una rivalutazione critica ed obiettiva dei meriti e demeriti della dinastia Borbone, iniziata da Benedetto Croce alcuni anni fa, viene oggi brillantemente proseguita da Carlo Knight [3] e dalla nuova scuola storica Britannica [11].

 

 

 

 

 

 

Bibliografia e Note

 

[1] Hans Adolph Voegelin: <Militaers in fremden und einheimischen Diensten>,pp.225-230, in <CKDT (Basel) Streiflichter auf Geschichte und Persoenlichkeiten des Basler Geschlechtes Burckhardt>,Herausgeberin: Burckhardtsche Familienstiftung, 1990 Buchverlag Basler Zeitung, 4002 Basel.

 

[2] Carlo Knight: <Emanuel De Bourcard, generalissimo svizzero al servizio di Ferdinando IV di Borbone>, Atti della Accademia Pontaniana, Napoli, vol. XL, pp. 1-33 (1991).

 

[3] Carlo Knight: <Un Generale Svizzero al Servizio dei Borbone> in  < Sulle orme del Gran Tour- Uomini Luoghi Società del Regno di Napoli > Electa  Napoli, pp. 41-65 (1995).

 

[4] August Burckhardt: < Basler in fremden Diensten >, Basler Neujahrsblatt nr. 95 (1917).

 

[5] Theophil Burckhardt-Biedermann, Basler Jahrbuch 1883.

 

[6] P. De Vallière: < Honneur et Fidelitè, Histoire des Suisses au Service Etranger >, pp. 469, Lausanne 1940.

 

[7] Archivio di Stato di Napoli, Sezione Militare: < Generali Antichi >, Fascio 17, inc 35, < Stato in cui si dimostrano gli impieghi occupati al servizio di Sua Maestà il Re, del Tenente Generale De Bourcard delle Armi del Regno di Sicilia >.

 

[8] <Serie cronologica dei Viceré, Luogotenente e Presidente del Regno di Sicilia > dal < Giornale Araldico-Storico-Genealogico >, Palermo 1896.

 

[9] Secondo l’archivio di famiglia ed altri documenti depositati a Basilea [1,4,5,6], Emanuele fu nominato Vice Re contemporaneamente alla nomina a Governatore di Sicilia(1802). Secondo altre fonti qualificate [2,3,7], Emanuele ottenne la nomina a Governatore con pieni poteri civili e militari (1802) ma non quella a Vice Re [7]  per ragioni politico militari  ( rifiuto dei Siciliani alla carica di Vice Re, religione di Emanuele). Emanuele operò quindi come Governatore e Luogotenente Generale, praticamente con gli stessi poteri di un Vice Re, con piena soddisfazione del Re e del popolo Siciliano [10].

 

[10] Secondo le fonti citate [1,4,5,6], ed informazioni raccolte di persona presso discendenti diretti ancora in vita (comunicazione personale R.A. e B. J. R. Nicolaus ) , Emanuele fu nominato da Re Ferdinando IV  anche <Conte di Gaeta> (1815). Il suo nome non compare però negli Annali della Società Araldica Siciliana [3,8]. Emanuele De Bourcard-Pellecchia (1904-1987), ultimo discendente maschio diretto di Don Emanuele, è scomparso a Milano alcuni anni fa, chiudendo così il glorioso ramo italiano della famiglia Burckhardt.

 

[11] Per ulteriori informazioni e domande, rivolgersi prego a bruno.nicolaus@virgilio.it

 

 

(*) Testo in rete:  www.brunonic.org  (main topics/12.history)